INSIEMI NOTTURNI | SHORT FILM

Insiemi Notturni si apre in una stanza d’albergo. Un uomo e una donna. Amore, morte, gelosia, film francesi e compagnia? Il dramma è ben altro: Paolo, un taxista divorziato, è in cerca di una casa decente e abbastanza grande per tenere i suoi bambini nei week end che gli toccano. Nel frattempo lo ospita la sua nuova ragazza, che lavora come consiergein uno degli alberghi del padre. Parte da qui questo insolito e delicato cortometraggio della trentenne Chiara Battistini, che mostra, più che raccontare, lo smarrimento delle vite in affitto dei nostri giorni. Girato in una Milano resa quasi bella dallo sguardo amorevole della cinepresa, che cattura scorci inediti e surreali (il viale costeggiato di alberi fioriti di un color lilla intenso sembra uscire dritto dalla fantasia di Miazaki), in cui si intrecciano come in un valzer triste le solitudini di tre personaggi in cerca di una sistemazione abitativa e non solo. Accanto a Paolo seguiamo i pellegrinaggi di Marco, studente fuori sede che cerca di consolarsi ripetendo che “la casa è dove appoggi il tuo tappeto”, e June, una ragazza cinese costretta a dormire nell’angusto sottoscala nel retro del sushi bar in cui lavora. Pochissime parole – che ce ne sono davvero poche da spendere in questi casi. Un senso di costante sospensione e spaesamento. Niente denunce politiche o rivendicazioni sociali esplicite – perché nella maggior parte dei casi chi vive rincorrendo affannato annunci di affittasi, magari mentre manda curricola e affronta colloqui ogni sei mesi, tutto ha in mente fuorché le rivendicazioni collettive: anche la passione politica sembra diventata un lusso che pochi possono permettersi di coltivare oggi. Senti il vuoto che piano si allarga sotto i piedi e l’ansia sottile che tutto consuma gonfiarsi nei silenzi riempiti dalle musiche originali di Teho Teardo, che interpretano alla perfezione le paure, le ferite, le fragili speranze e i sentimenti congelati di tre della tante piccole vite in affitto, anzi: in cerca d’affitto, a Milano

 
(Satisfiction, Benedetta Tobagi)